venerdì 18 febbraio 2011

Inquinamento: nulla da dichiarare

Vivendo in una zona delle più inquinate del pianeta, la Pianura Padana, dopo più di un mese di "sforamento" delle soglie di attenzione mi aspettavo riunioni, prese di posizione, promesse di fare. Nulla di tutto questo. La Provincia di Milano (De Nicola, sempre lui) ha solo abbassato il limite di velocità sulle strade di sua pertinenza (tra le quali la Milano-Meda) a 70 km / h. . Non che prima fosse molto di più. Era 80. E ben pochi lo rispettavano. Immaginiamo con i 70. La provincia di Monza ha istituito l'ennesimo tavolo per affrontare il problema con un po' di sindaci della zona (di tutte le provenienze politiche, of course) ma a parte qualche vaga promessa sui controlli delle caldaie, nulla più. Nulla sul trasporto pubblico da incentivare come unico mezzo per uscire dall' (eterna) emergenza ambientale. Nulla sulla riduzione del traffico veicolare, responsabile, per la maggior parte, dell'inquinamento da polveri sottili. Nulla sulla "cura del ferro": ferrovie da incrementare, treni da rinnovare, da rendere più puntuali, puliti e chi più ne ha più ne metta. Nulla. A che serve la nuova Provincia di Monza e Brianza ? Boh !! Sicuramente ci costa. Per il resto: non pervenuto.

Per la foto si ringrazia il blog: http://theblogjob.wordpress.com/

sabato 27 novembre 2010

50 milioni e due anni in più (se va bene). Ecco a voi la (nuova) superstrada Milano-Lecco

Diciamolo subito. L'opera era assolutamente indispensabile. Di più: doveva essere fatta prima. Bene, detto questo, è sconvolgente quello che è stato affermato dal direttore dell'Anas Pietro Ciucci e dall'assessore regionale lombardo ai trasporti Raffaele Cattaneo (PDL): per completare il tunnel ci vorranno 2 anni in più (novembre 2013) e 50 milioni di euro per completare il tratto monzese della Milano-Lecco. Oltre ai 200 milioni di euro già sborsati per un tunnel di 1,2 km. Per chi non è pratico è quella strada, fondamentale, che collega Milano al lecchese e alla Valtellina. Strada trafficatissima, in passato bloccata da due semafori cittadini che, "placidamente", fermavano il flusso ininterrotto di auto e creavano code chilometriche. Il motivo del ritardo: oltre 2700 interferenze (sottoservizi, cavi, fogne ecc.) non calcolati. Ma non c'è fretta: Anas ha lasciato il "il boccino" (ovvero, la decisione) ai comuni di Monza e di Cinisello. Saranno loro a decidere se si lavorerà di notte e festivi, per recuperare il tempo perso. Tanto quello lo perdono i cittadini.
Quando sento parlare di Anas, non so come mai (o meglio saprei), tocco ferro. Se inizia non si sa quando finisce. La rabbia viene soprattutto dal pensare che di mezzo ci sono migliaia di pendolari, che tutti i giorni si "sorbiscono" quel tragitto non certo per sport, per l'aria salubre, ma per andare a lavorare. Il pensiero corre anche agli abitanti del quartiere intorno a quest'opera, che da anni seguono i lavori con pacatezza e denunciano ogni disservizio (sito internet: http://www.hqmonza.it/phq_gu/gulomb/lombcnt_03.htm). Senza citare i soldi (ancora una volta tanti) che dovremo sborsare noi cittadini per fare quest'opera. Mi fa rabbia, e concludo, anche quel mezzo sorrisetto del presidente dell'Anas alle telecamere di Corriere TV quando il giornalista gli chiede se c'è qualcuno che pagherà per questo. Ma ti rendi conto ? In Italia qualcuno che paga perchè ha sbagliato ? Ma quando mai ... Ma fa niente se l'Anas è statale (cioè nostra).
Ha ragione il presidente Ciucci a sorridere. Poteva anche risparmiarsi di aggiungere che "proveremo a chiedere di essere risarciti" (?!?). Seee...
Hanno promesso una sistemazione avvenieristica della parte soprastante il tunnel. Una soluzione eco-compatibile. Ma ora chi ci crede ?

lunedì 1 novembre 2010

La politica dei divieti assurdi

Questo post è dedicato a Lui. No, non a Silvio Berlusconi. Nemmeno a Dio. Sto parlando dell'assessore Assessore della Provincia di Milano con deleghe a Infrastrutture - Viabilità e trasporti - Mobilità ciclabile - Opere pubbliche stradali Giovanni De Nicola. Nato il 24 maggio del 1950 a Palmi (RC).Coniugato con una figlia, si è laureato in Giurisprudenza specializzato in diritto tributario delle imprese presso l’Università Bocconi di Milano.Direttore tributario dell’Agenzia delle Dogane di Milano .
Consigliere al Comune di Milano dal 1997 al 2001.Dal 2001 al 2005 Vice Sindaco e Assessore ai Trasporti del Comune di Segrate.Dal 2005 al 2009 consigliere provinciale capogruppo di Alleanza Nazionale(fonte Provincia di Milano).
Bene. Questo è il profilo. Ma cosa ha combinato ? Come tutti i brianzoli sanno, si è dapprima inventato il limite dei 70 km/H (poi corretto, dopo vibrate proteste a 80) sulla drittissima Milano-Meda. Motivo: la Milano-Meda è piena di buche e quindi, siccome non ci sono i soldi neanche per piangere, bisogna andare piano e "dribblare" le buche..Serio come ragionamento, no ?
L'altra "chicca" è quella dell'obbligo di catene a bordo dal 15 novembre per tutte le strade provinciali di competenza del suo assessorato. Capito bene: catene a bordo nella nevossissima provincia di Milano, dove la neve arriva il 15 novembre e finisce di cadere sei mesi dopo. Non basta il buon senso, l'obbligo di catene quando nevica tanto. No. Per l'assessore fustigatore dell'automobilista indisciplinato le catene vanno messe nel bagagliaio. E pazienza se chi non può mettere le catene deve comprarsi i pneumatici invernali. E pazienza se le catene da neve sono esaurite al supermercato. Fa niente. De Nicola tira dritto. Lui è uomo tutto d'un pezzo. Tanto la Brianza, dove la superstrada Milano-Meda scorre (si fa per dire) è di competenza del suo assessorato, ma non è nel suo collegio elettorale. . E la neonata provincia di Monza e Brianza che fa ? Protesta educatamente con il suo presidente Allevi chiedendo che certe decisioni vengano "concertate"... Ovvio, no ?
E l'opposizione ? A 70 (pardon: 80) km/h sulla superstrada..

domenica 8 agosto 2010

La politica italiana: nuove prospettive o solita confusione ?

Con la votazione sulla fiducia al governo per la vicenda del sottosegretario Caliendo, si è chiusa una fase politica. Il governo Berlusconi non è più maggioranza certa in parlamento. Infatti, nella votazione, la fiducia al governo ha raggiunto i 299 deputati, ben sotto la maggioranza del 50 + 1 indicata da 316 deputati. Ora si apre una nuova fase politica. I 34 deputati che hanno aderito al gruppo dei "finiani", in appoggio dichiarato al governo, che cosa faranno a settembre ? Berlusconi ha affermato che al primo inciampo si va a votare. Inutile dire che sui "finiani" incombe una incredibile pressione. Da una parte le pressioni dell'esecutivo, degli uomini di Berlusconi, che ribadiscono il fatto che i finiani siano stati eletti per stare nel centro destra. Dall'altra i fatti: si può stare nel governo e difendere un uomo, Caliendo, sospettato ed indagato per aver aderito ad una loggia segreta come la P 3 ? Si può stare in un governo che, tra legittimo impedimento, legge sulle intercettazioni, riforma della giustizia, sembra essersi mosso solo per difendere gli interessi del “capo” e non certo quelli della gente ? E' corretto che nella manovra finanziaria, pur assolutamente necessaria, ci si è mossi solo per tagliare di tre miliardi di euro i trasferimenti agli enti locali, e di un misero 10 % i trasferimenti (leggi: soldi) ai ministeri ?
Ora, Berlusconi ha ripreso in mano l’iniziativa, sottoponendo al gruppo di Fini le priorità del governo a partire da settembre. Quattro punti: giustizia, fisco, federalismo, sud. E’ chiaro che, mentre sul sud (si parla di 80 miliardi di euro) e fisco i finiani ci starebbero, sulla giustizia e sul federalismo le posizioni sono diverse. Fini ha già fatto sapere che vuol vedere i numeri del federalismo, quanto costa, a chi costa e non vuole penalizzare il sud, suo probabile, se si va a votare, bacino di voti. Sulla giustizia Berlusconi ha pronte le leggi sul legittimo impedimento, sulle intercettazioni, sul processo “breve”, sui quali gli uomini di Fini nicchiano. E’ chiaro quanto conti per Berlusconi la sua riforma della giustizia: lo metterebbe al riparo da future inchieste grazie allo scudo per le alte cariche dello stato.
La giustizia, sotto i governi Berlusconi, non ha dato segni di miglioramento. I processi sono sempre lenti, siamo sotto sorveglianza dell’Unione Europea per questo. I comuni cittadini sanno benissimo i costi che devono affrontare, i tempi, per una qualsiasi causa civile.
Il quadro, comunque, appare bloccato (finiani a parte). Il centro destra è compatto con Berlusconi, la Lega ne asseconda qualsiasi progetto pur di portare a casa il federalismo, sua ragione storica di esistenza. Manda giù diversi rospi, tra i quali i possibili soldi a pioggia per il sud.
Dall’altra parte, l’U.D.C. e l’A.P.I. di Rutelli sembra vogliano avere delle “convergenze” molto più strette con i finiani.
Ma il P.D., manco a dirlo, è diviso. Da una parte i centristi (Fioroni ed altri) che vorrebbero confluire in questo cosiddetto terzo polo, i veltroniani che invece, fedeli al bipolarismo, non si straccerebbero le vesti se si andasse ad elezioni, gli uomini di D’Alema e Letta che stringono per un’alleanza al centro, ed infine la sinistra tentata da Nichi Vendola.
Cosa succederà è difficile dirlo. Le ultime novità sembrano indicare uno “sfaldamento” dei finiani tra i duri e quelli che cercano di mediare. Grazie a questi ultimi Berlusconi potrebbe avere ancora i numeri per governare. Potrebbe. Bossi è convinto che a novembre si andrà ad elezioni. Buon per lui. Passerebbe all’incasso, ma il paese (e la governabilità) ne gioverebbe ?

domenica 25 luglio 2010

La ’ndrangheta qui è egemone

Visti i numerosi arresti effettuati in Brianza da parte delle forze dell'ordine sembrerebbe un titolo scontato. Non è così. Il titolo è la dichiarazione del novembre 2008 del sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, Mario Venditti. Di due anni fa è anche un incontro sull'Ndrangheta in Brianza fatto in un teatro a Monza e organizzato dal giornale "Il giorno" con Comune e Camera di Commercio di Monza. Presenti le massime autorità. Cosa è cambiato ? Quali sono le radici di questo fenomeno ?

Provo a rispondere così, prendendo uno stralcio dell'articolo di Stefania Totaro sul "Il giorno" di ieri l'altro:

"I militari dell’Arma di Monza stanno sentendo in questi giorni imprenditori, commercianti e cittadini che potrebbero essere caduti nella rete dei prestiti di denaro da parte degli affiliati delle ‘ndrine stanziate in Brianza. Uomini che poi potrebbero essere stati oggetto di intimidazioni e minacce. Secondo indiscrezioni, infatti, sarebbero in molti quelli già sentiti dai carabinieri nel corso della maxinchiesta che per il terrore di ritorsioni della ‘ndrangheta si sono rifiutati di ammettere di essere parti offese oppure hanno rilasciato a verbale dichiarazioni che alla fine non hanno voluto sottoscrivere. Ora che una cinquantina di presunti affiliati alle «locali» sono finiti in carcere, la speranza degli inquirenti è che queste persone trovino finalmente il coraggio di denunciare."

Già, la speranza. Quella speranza che si nutre della fiducia nello Stato (dovremmo essere tutti noi), che costruisce la tua vita non solo sul denaro e soprattutto sul farlo sulla pelle degli altri..
Dobbiamo sperare ?



giovedì 20 maggio 2010

Macelleria islamica multata: succede a Giussano

Da tempo avevo in testa questa notizia. All'apparenza banale eppure, secondo me, specchio del nostro tempo.
I fatti risalgono al 23 gennaio 2010, la notizia occupa il taglio basso della prima pagina del giornale locale della Brianza, Il cittadino, a firma di Federica Vernò.
La vicenda è questa. La macelleria islamica sita in Paina, frazione di Giussano (MB), vendeva, oltre ai prodotti di una normale macelleria (islamica), anche coperte, suppellettili varie, pentole, orologi, sapone e prodotti per l'igiene personale. In base alla legge 114/98 la macelleria vendeva quindi prodotti non consentiti. Inoltre, non aveva esposto i prezzi.
I controlli sono stati i seguenti: polizia municipale, ASL per la verifica delle condizioni igienico-sanitarie, ufficio tecnico comunale per il controllo dei requisiti di agibilità del locale.
Controlli molto stringenti, e necessari per la tutela dei consumatori, si obietterà. Verissimo. Ma lo stesso trattamento ce l'hanno anche gli altri negozi ?
Mi capita spesso, ad esempio, di entrare in una panetteria e di non trovare esposti chiaramente i prezzi del pane al kg. Giusto per fare qualche paragone. I controlli sono così stringenti ?