Visualizzazione post con etichetta lavoro nero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lavoro nero. Mostra tutti i post
mercoledì 19 maggio 2010
L'angolo della verifica: De Corato e il lavoro nero
Qualcuno si ricorderà un mio post (13 gennaio 2010) riguardante le dichiarazioni, dure, rispetto all'utilizzo di manodopera in nero e/o irregolare nei cantieri da parte dell'onorevole vicesindaco di Milano Riccardo De Corato. Dichiarazioni molto condivisibili, di contrasto ad una delle più grandi piaghe italiane (e non solo). Ebbene, l'onorevole vice-sindaco aveva affermato,il 12 gennaio di quest'anno, che lui stesso avrebbe presentato un disegno di legge in assenza di un iniziativa del governo su tale materia.
Orbene, sono passati cinque mesi e...niente. Solo promesse ?
(si ringrazia il blog http://www.volevoesserefassbinder.com/author/famchinaski/ per la vignetta)
mercoledì 13 gennaio 2010
Cantieri irregolari: De Corato scopre il problema ?

Sono 406 i cantieri milanesi denunciati nel 2009 per violazione alle norme sulla sicurezza sul lavoro. "C'è una brutta pratica, assai diffusa, di assoldare lavoratori in nero clandestini" ha sottolineato il vice sindaco di Milano e assessore alla Sicurezza De Corato. Per questo ha detto di appoggiare la proposta del ministro francese del Lavoro, Xavier Bertrand, di chiudere i cantieri che impiegano forza lavoro in modo illegale. "E' un idea che il governo italiano dovrebbe rilanciare e, se non lo farà io stesso avanzerò come deputato una proposta di legge in questa direzione".
Bene, finalmente. Su questo (modestissimo) blog (21-03-2009) avevo già denunciato come una delle cause dell'immigrazione clandestina la possibilità, ampia, concreta, tangibile, di lavorare in nero. E viverci sopra, speculando, da parte dei datori di lavoro. Tanto i disperati sono tanti.
Ora, a distanza di due mesi dalle elezioni regionali lombarde, il vicesindaco "scopre" il problema. Oltretutto essendo anche deputato, avrebbe anche potere legislativo. Gli interessi in questo campo mi fanno essere (molto) scettico.
Sbaglierò ?
(fonte della notizia: D-NEWS 12.01.10)
venerdì 11 settembre 2009
Come ti scarico il clandestino
Di questi episodi ne accadono parecchi ed i giornali, generalmente, non ne danno grande risalto. Sto parlando della "quasi" tragedia sul lavoro accaduta a Milano, zona Ripamonti. Un operaio marocchino, irregolare, di 23 anni, viene trovato da passanti disteso a terra, con una frattura alla tempia ed una alla fronte. Le sue condizioni sono gravi. Grazie anche al pronto intervento del 118 viene portato alla clinica Humanitas. Vivo.
La Polizia, intervenuta sul posto, contatta il fratello ed un amico dell'operaio, riuscendo a risalire al luogo del lavoro, un' officina meccanica in zona. Ricostruisce la dinamica dell'incidente. Il ragazzo era caduto a terra sbattendo la testa dopo aver preso una forte scossa mentre riparava una Fiat Stilo. Era impiegato in nero da qualche tempo.
Il gestore, Filippo R, italiano, 64 anni, dapprima afferma che era aiutante di un altro impiegato, ma deve cedere di fronte alle macchie di sangue trovate nella macchina in riparazione. Il gestore è stato indagato per lesioni colpose e per aver assunto un impiegato irregolare. L'intero capannone è stato sequestrato per mancanza dei sistemi di sicurezza.
(fonte della notizia: D-NEWS, 11 settembre 2009)
La Polizia, intervenuta sul posto, contatta il fratello ed un amico dell'operaio, riuscendo a risalire al luogo del lavoro, un' officina meccanica in zona. Ricostruisce la dinamica dell'incidente. Il ragazzo era caduto a terra sbattendo la testa dopo aver preso una forte scossa mentre riparava una Fiat Stilo. Era impiegato in nero da qualche tempo.
Il gestore, Filippo R, italiano, 64 anni, dapprima afferma che era aiutante di un altro impiegato, ma deve cedere di fronte alle macchie di sangue trovate nella macchina in riparazione. Il gestore è stato indagato per lesioni colpose e per aver assunto un impiegato irregolare. L'intero capannone è stato sequestrato per mancanza dei sistemi di sicurezza.
(fonte della notizia: D-NEWS, 11 settembre 2009)
venerdì 24 aprile 2009
Chi predica bene razzola male

Incredibile a dirsi. A Lentate sul Seveso, comune della Brianza, sono stati "pizzicati" 5 operai che lavoravano in "nero", alcuni irregolari. La cosa fin qui potrebbe essere "normale" in Italia.
Ma qui viene il bello: innanzitutto gli operai lavoravano per il Comune, sub-appaltati. Inoltre, l'Assessore ai lavori pubblici, Silvano Rovagnati, lumbard doc, facente parte di una giunta di centro-destra, dopo essersi rivalso contro l'impresa appaltatrice, si scaglia contro "il regolamento degli appalti pubblici" per "mettere la cittadinanza italiana dei lavoratori come punto fermo per l'assegnazione della vittoria finale. Questa sarebbe una garanzia importante dal fronte della regolarità". Cioè, gli italiani sicuramente lavorano in regola. Come se non fosse il problema delle ditte che assumono la gente in nero, che ci fanno sopra un sacco di soldi, addirittura lavorando anche per i comuni governati dal centro destra. Quelli che dovrebbero essere più severi contro l'immigrazione irregolare. Se l'Assessore trova qualche italiano che lavora nel sistema dei sub-sub-ecc. appalti, ce lo faccia sapere. Come vorrei sapere come andrà a finire con la ditta subappaltatrice..
venerdì 3 aprile 2009
Il cattivo esempio
Spesso in questo blog ho scritto di lavoro nero. E' un problema molto importante, in quanto è fonte di diversi problemi: immigrazione clandestina, tasse non pagate, disordine, non rispetto della dignità della persona, mancata sicurezza del lavoro e altro ancora.
Oggi, a pagina 17 del Corriere della Sera, compare un bell'articolo di Gian Antonio Stella. Riguarda il lavoro nero diffuso tra i portaborse dei deputati al parlamento italiano. Numericamente limitato, il fenomeno però ha un significato gravissimo. Infatti, chi dovrebbe legiferare contro il lavoro nero lo pratica.
Nell'articolo si entra nel dettaglio: 6 su 10 portaborse di parlamentari sono "in nero". Già guadagnano una miseria: si calcola dai 300 ai 700 euro al mese. Inoltre già nella scorsa legislatura il presidente della Camera Bertinotti aveva assicurato la fine dell'increscioso fenomeno, ma al di là delle promesse nulla era stato fatto. Ora siamo alle promesse di Fini e Schifani, presidenti di Camera e Senato, ma fin ora nulla si è mosso.
Per fare un confronto: al parlamento europeo un parlamentare guadagna 17.000 € al mese, ma sono compresi i soldi che il deputato deve dare al suo staff (che spesso si compone di persone altamente qualificate, conoscenti più lingue). Ora, giustamente, il Parlamento Europeo pagherà direttamente lo staff del parlamentare, vincolando la retribuzione ad alcuni parametri per l'assunzione (laurea, diploma e buona esperienza, conoscenza linguistica). Così si impediranno le "furbizie". Da noi quando ?
Certo, parlando di furbizie come non pensare ad Umberto Bossi, il quale aveva fatto assumere da due eurodeputati leghisti suo fratello Franco e suo figlio Riccardo....ma questa è un'altra storia.
Oggi, a pagina 17 del Corriere della Sera, compare un bell'articolo di Gian Antonio Stella. Riguarda il lavoro nero diffuso tra i portaborse dei deputati al parlamento italiano. Numericamente limitato, il fenomeno però ha un significato gravissimo. Infatti, chi dovrebbe legiferare contro il lavoro nero lo pratica.
Nell'articolo si entra nel dettaglio: 6 su 10 portaborse di parlamentari sono "in nero". Già guadagnano una miseria: si calcola dai 300 ai 700 euro al mese. Inoltre già nella scorsa legislatura il presidente della Camera Bertinotti aveva assicurato la fine dell'increscioso fenomeno, ma al di là delle promesse nulla era stato fatto. Ora siamo alle promesse di Fini e Schifani, presidenti di Camera e Senato, ma fin ora nulla si è mosso.
Per fare un confronto: al parlamento europeo un parlamentare guadagna 17.000 € al mese, ma sono compresi i soldi che il deputato deve dare al suo staff (che spesso si compone di persone altamente qualificate, conoscenti più lingue). Ora, giustamente, il Parlamento Europeo pagherà direttamente lo staff del parlamentare, vincolando la retribuzione ad alcuni parametri per l'assunzione (laurea, diploma e buona esperienza, conoscenza linguistica). Così si impediranno le "furbizie". Da noi quando ?
Certo, parlando di furbizie come non pensare ad Umberto Bossi, il quale aveva fatto assumere da due eurodeputati leghisti suo fratello Franco e suo figlio Riccardo....ma questa è un'altra storia.
martedì 31 marzo 2009
La storia si ripete
E' il titolo che mi viene leggendo le notizie di oggi, due in particolare: una riguarda l'arresto di Mario Chiesa per traffico illecito di rifiuti, l'altra la tragedia del barcone affondato nelle acque del Mediterraneo dove risultano "dispersi" (probabilmente morti) circa 220 migranti. Sembrano due notizie diverse, ma in realtà hanno una forte analogia: sono già successe in passato, ma evidentemente nessuno ha imparato la lezione.
Nel primo caso (Mario Chiesa) era stato il primo arrestato per l'inchiesta denominata "Tangentopoli". L'arresto aveva dato il via a una serie di altri, e allo "smottamento", ma non certo alla fine, del cosidetto sistema delle tangenti. Prova ne è che Mario Chiesa ci è ricascato. D'altronde, in Italia, vengono depenalizzati i reati (falso in bilancio, corruzione ecc. ecc.) e difeso chi li commette, oltre ogni ragionevole garanzia per l'imputato.
La seconda notizia è l'ennesima tragedia del mare: 220 morti probabili (ma quanti sono quelli che non sappiamo ?) per raggiungere le nostre coste. E' da anni che va avanti questo "esodo", senza che nessuno (legge, governo e quant'altro) sia riuscito a fermarlo. Ora, il ministro Maroni promette che "gli sbarchi termineranno dopo il 15 maggio, data in cui diverranno operativi gli accordi Italia-Libia in merito ai pattugliamenti congiunti "(fonte: Corriere.it). Ho qualche ragionevole dubbio:
Nel primo caso (Mario Chiesa) era stato il primo arrestato per l'inchiesta denominata "Tangentopoli". L'arresto aveva dato il via a una serie di altri, e allo "smottamento", ma non certo alla fine, del cosidetto sistema delle tangenti. Prova ne è che Mario Chiesa ci è ricascato. D'altronde, in Italia, vengono depenalizzati i reati (falso in bilancio, corruzione ecc. ecc.) e difeso chi li commette, oltre ogni ragionevole garanzia per l'imputato.
La seconda notizia è l'ennesima tragedia del mare: 220 morti probabili (ma quanti sono quelli che non sappiamo ?) per raggiungere le nostre coste. E' da anni che va avanti questo "esodo", senza che nessuno (legge, governo e quant'altro) sia riuscito a fermarlo. Ora, il ministro Maroni promette che "gli sbarchi termineranno dopo il 15 maggio, data in cui diverranno operativi gli accordi Italia-Libia in merito ai pattugliamenti congiunti "(fonte: Corriere.it). Ho qualche ragionevole dubbio:
- Il ministro Maroni, rispondendo ad un Question time alla Camera il 15 marzo aveva affermato che gli sbarchi dal 1 gennaio al 15 marzo erano diminuiti del 15 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
- Come si vede (oltre 400 sbarchi nelle ultime ore a Lampedusa, fonte Corriere.it) le ripetute tragedie del mare non fermano queste persone, che pur di sfuggire (spesso) a morte certa al loro paese per fame, preferiscono rischiare la pelle attraversando il mare con delle "quasi" zattere. Per la stessa ragione non servirebbe neanche la soluzione, da qualcuno paventata (Umberto Bossi qualche anno fa) di sparare alle carrette del mare. Lasciando perdere il "sacrosanto" diritto alla vita anche del migrante.
- I pattugliamenti congiunti dubito che possano sortire qualche effetto, in quanto le coste libiche sono comunque ampie da pattugliare. Inoltre sull'affidabilità di Gheddafi nutro qualche dubbio (uso un eufemismo). Le rotte dell'immigrazione comunque si sposterebbero, e la penetrazione potrebbe avvenire da est, via terra o via mare (Grecia, Slovenia, Croazia, Albania ecc.)
- Visto che nel mondo ci sono 1 miliardo di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno (dati OCSE) e 1/3 sono nell'africa subsahariana, ci sono due modi per aiutare e aiutarci: il primo è una lotta senza quartiere contro il lavoro nero, vera esca per l'emigrazione di queste persone (che vengono in Italia al motto: vado, rischio, tanto un modo per campare lo trovo, e non certo al mio paese) favorendo l'immigrazione legale, selezionata e controllata. Il secondo è l'aiuto su progetto ai paesi del terzo mondo, considerando che l'Italia dedica a ciò lo 0,19 % del P.I.L. , fanalino di coda insieme agli U.S.A. e come se non bastasse ha ridotto la sua quota del 30 % (dati Presidenza Associazione O.N.G. italiane, 2008)
Aiutare nel modo giusto conviene a loro, conviene a noi.
sabato 21 marzo 2009
Lavoro nero ? No problem, il governo ti aiuta.
Ho deciso di mettere su questo blog due notizie diverse, ma strettamente collegate tra loro. La prima è l'abbassamento delle ammende in caso di irregolarità per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, compresa la regolarità dei contratti di assunzione. La seconda è l'entità enorme dell'evasione fiscale in Italia: 316 miliardi di € l'anno, il che significa, semplificando, che se paghiamo tutti le tasse si potrebbe nettamente diminuirle ed avere servizi di qualità "svizzera" o anche di più (bisognerebbe eliminare anche le clientele, economiche e politiche, ma questo è un altro, importantissimo, discorso).
Per far questo diventa centrale il tema dei controlli e delle sanzioni. E qui si ritorna alla prima notizia: sui controlli sappiamo tutti come è la realtà. I controllori sono pochi, fanno una "vitaccia" se ligi al dovere, una vita meno "grama" se cedono sotto i colpi di qualche "bustarella". Per quanto riguarda le sanzioni, il decreto di correzione del ministro al Welfare Sacconi prevede una diminuzione delle stesse in caso di irregolarità lavorative.
Considerando il fatto che l'evasione fiscale deriva, per ben 200 miliardi di €, dal lavoro sommerso, dico: come si fa a pretendere il rispetto della legge quando chi non la rispetta si vede diminuita "la punizione" e per di più questa la fa pagare agli altri ?
Altro discorso (importantissimo) sarebbe l'eccessiva pressione fiscale come incentivo all'evasione, cioè la ricerca delle cause di questo fenomeno, ma la centralità del tema sarà oggetto di prossimi post.
Di seguito il link relativo all'evasione fiscale:
http://www.businessonline.it/news/7010/leggero-calo-delle-tasse-dimezzerebbe-evasione-fiscale-italiana.html
dal sito BUSINESS ONLINE dell' 11/05/2008
e quello sulla diminuzione delle sanzioni per irregolarità sul lavoro pensato dal segretario al Welfare Sacconi
http://www.fornaioamico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=712:sicurezza-verso-la-modifica-delle-sanzioni&catid=2:imprese-e-lavoro&Itemid=5
dal sito FORNAIO AMICO (associazione panificatori) del 17/03/09
Per far questo diventa centrale il tema dei controlli e delle sanzioni. E qui si ritorna alla prima notizia: sui controlli sappiamo tutti come è la realtà. I controllori sono pochi, fanno una "vitaccia" se ligi al dovere, una vita meno "grama" se cedono sotto i colpi di qualche "bustarella". Per quanto riguarda le sanzioni, il decreto di correzione del ministro al Welfare Sacconi prevede una diminuzione delle stesse in caso di irregolarità lavorative.
Considerando il fatto che l'evasione fiscale deriva, per ben 200 miliardi di €, dal lavoro sommerso, dico: come si fa a pretendere il rispetto della legge quando chi non la rispetta si vede diminuita "la punizione" e per di più questa la fa pagare agli altri ?
Altro discorso (importantissimo) sarebbe l'eccessiva pressione fiscale come incentivo all'evasione, cioè la ricerca delle cause di questo fenomeno, ma la centralità del tema sarà oggetto di prossimi post.
Di seguito il link relativo all'evasione fiscale:
http://www.businessonline.it/news/7010/leggero-calo-delle-tasse-dimezzerebbe-evasione-fiscale-italiana.html
dal sito BUSINESS ONLINE dell' 11/05/2008
e quello sulla diminuzione delle sanzioni per irregolarità sul lavoro pensato dal segretario al Welfare Sacconi
http://www.fornaioamico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=712:sicurezza-verso-la-modifica-delle-sanzioni&catid=2:imprese-e-lavoro&Itemid=5
dal sito FORNAIO AMICO (associazione panificatori) del 17/03/09
lunedì 9 marzo 2009
Immigrazione clandestina. Ecco perchè non si vuole affrontare seriamente il problema.
Sul giornale E-POLIS edizione MILANO di oggi c'è uno speciale di due pagine (18 e 19) sul lavoro irregolare nei cantieri. E' una realtà che sta sotto gli occhi di (quasi) tutti, basta volerla vedere. Secondo Ferdinando Lioi (Federazione italiana edili e affini della Uil) le imprese, quasi tutte italiane, usano clonare il lavoratore straniero irregolare. Questo cade dal ponteggio e muore ? Non c'è problema, i suoi documenti servono ad altri, basta applicarci sopra la foto. Il caso più eclatante è quello di un operaio che aveva aperti ben 63 rapporti di lavoro contemporaneamente, ma ce ne sono altri con 29, come il sig. Hamdi Basel e il sig. Moahamed Hamdi con 19. Con questo sistema le ditte scalano dalla paga dei clandestini i contributi obbligatori grazie ai crediti IVA derivanti da false fatturazioni e a commercialisti compiacenti. Il buco nel bilancio del Tesoro (cioè noi) è incalcolabile. I clandestini, clonati con documenti falsi, prendono 5 € /ora se va bene (la fame praticamente) mentre un regolare prende, tutto compreso, 18 € / ora.
I numeri sono spaventosi: gli edili sono 130.000 in Milano ed hinterland, oltre la metà sono in nero (dati sindacali). Quindi le ditte (o associazioni a delinquere ?) oltre a risparmiare su paga, contributi, non hanno problemi di controlli: gli ispettori del lavoro sono pochissimi, e il reclutamento degli operai avviene tranquillamente alla luce del sole. Avviene così: ci si trova alle 6.00 del mattino nei soliti posti (piazzale Lotto, Maciachini, Via Padova, metro di Bisceglie, Sesto S. Giovanni, Brianza ecc.) si aspetta la chiamata, si accetta il prezzo (tanto se non accetti c'è un altro al tuo posto) e si va a lavorare. Senza tenere conto dei lauti guadagni che il caporale guadagna con attività "secondarie": affitto di una stanza a 7 lavoratori, cresta sulla paga oraria per poter lavorare. I caporali spesso sono italiani, ma ci sono anche stranieri. Devono essere fidati della ditta appaltatrice.
Queste cose non sono eccezioni, sono la regola. Leggasi in proposito il bel libro di Mauro Berizzi "Morte a 3 euro", sulla (non) vita nei cantieri.
Chiaramente queste persone vengono in Italia sicure di poter lavorare, anche in condizioni da fame. Meglio essere sicuri di mangiare, dormire, avere un'assistenza sanitaria minima qui che morire di fame al proprio paese, senza nessuna prospettiva e senza poter aiutare la propria famiglia (5 euro in Italia sono diverse da 5 euro in Nigeria, Costa d'Avorio, ecc.). Sintetizzo e semplifico: possiamo far tutte le leggi che vogliamo, restrittive, come si vuole, ma se non si interviene sulla piaga (che più che piaga è una ferita, grande e aperta) del lavoro nero nei cantieri, andando a colpire chi su questo ci specula, ci guadagna, ci vive (bene, anzi benissimo) NON risolveremo MAI nulla. Sembra una cosa semplice, ma avete mai sentito una CAMPAGNA DI STAMPA o POLITICA contro queste cose ? Da chi dice che siamo già pieni di immigrati nel nostro paese ? Da chi dice che sono razzisti quelli che vogliono leggi per governare l'immigrazione in Italia ? Come si dice in questi casi, il silenzio è assordante.
Tanto poi i "costi sociali" di tale situazione sono ad appannaggio dei "soliti noti"...
I numeri sono spaventosi: gli edili sono 130.000 in Milano ed hinterland, oltre la metà sono in nero (dati sindacali). Quindi le ditte (o associazioni a delinquere ?) oltre a risparmiare su paga, contributi, non hanno problemi di controlli: gli ispettori del lavoro sono pochissimi, e il reclutamento degli operai avviene tranquillamente alla luce del sole. Avviene così: ci si trova alle 6.00 del mattino nei soliti posti (piazzale Lotto, Maciachini, Via Padova, metro di Bisceglie, Sesto S. Giovanni, Brianza ecc.) si aspetta la chiamata, si accetta il prezzo (tanto se non accetti c'è un altro al tuo posto) e si va a lavorare. Senza tenere conto dei lauti guadagni che il caporale guadagna con attività "secondarie": affitto di una stanza a 7 lavoratori, cresta sulla paga oraria per poter lavorare. I caporali spesso sono italiani, ma ci sono anche stranieri. Devono essere fidati della ditta appaltatrice.
Queste cose non sono eccezioni, sono la regola. Leggasi in proposito il bel libro di Mauro Berizzi "Morte a 3 euro", sulla (non) vita nei cantieri.
Chiaramente queste persone vengono in Italia sicure di poter lavorare, anche in condizioni da fame. Meglio essere sicuri di mangiare, dormire, avere un'assistenza sanitaria minima qui che morire di fame al proprio paese, senza nessuna prospettiva e senza poter aiutare la propria famiglia (5 euro in Italia sono diverse da 5 euro in Nigeria, Costa d'Avorio, ecc.). Sintetizzo e semplifico: possiamo far tutte le leggi che vogliamo, restrittive, come si vuole, ma se non si interviene sulla piaga (che più che piaga è una ferita, grande e aperta) del lavoro nero nei cantieri, andando a colpire chi su questo ci specula, ci guadagna, ci vive (bene, anzi benissimo) NON risolveremo MAI nulla. Sembra una cosa semplice, ma avete mai sentito una CAMPAGNA DI STAMPA o POLITICA contro queste cose ? Da chi dice che siamo già pieni di immigrati nel nostro paese ? Da chi dice che sono razzisti quelli che vogliono leggi per governare l'immigrazione in Italia ? Come si dice in questi casi, il silenzio è assordante.
Tanto poi i "costi sociali" di tale situazione sono ad appannaggio dei "soliti noti"...
Iscriviti a:
Post (Atom)
