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lunedì 30 marzo 2009

Prenotazione esami medici: un calvario

Gli utenti della sanità lombarda la situazione la conoscono. Ecco che il Corriere della Sera fa quello che un giornalismo d'inchiesta dovrebbe fare: un indagine.
E' bastato un rapido giro di telefonate ai maggiori ospedali da parte del quotidiano di Via Solferino per rendersi conto che, per visite di una certa delicatezza e importanza (mammografia, colonscopia ecc.) ci vogliono dei mesi. Ad esempio: Colonscopia all'ospedale Sacco di Milano ci vogliono più di 3 mesi, a pagamento entro 10 gg. (450 € + 80 € di biopsia). Altro esempio: Mammografia. Allo I.E.O (Istituto Europeo di Oncologia) dai 31 ai 60 gg., a pagamento: 1 giorno (160 €). L'articolo continua con una serie di altri esempi, tutti che confermano la tesi: chi paga passa avanti (di molto). Nell'articolo del Corriere.it viene anche proposto un link (http://www.sanita.regione.lombardia.it/tempiattesa/ricerca.asp?id=tempi) per verificare i tempi d'attesa presso le varie A.S.L. territoriali. Sono andato a controllare. Visto che il mese scorso mi è capitato di fare un esame in una struttura "monitorata", sono andato a verificare se i dichiarati tempi di attesa fossero reali. E devo dire che i miei sospetti sono diventati concreti: sul sito si dichiara che tutte le prestazioni vengono erogate entro 30 gg., ma il mio caso, evidentemente, non è stato compreso. Infatti ho potuto usufruire della prestazione sanitaria richiesta ben oltre 30 gg., dopo aver passato per più di 20 minuti al telefono per ben 3 volte, cercando di prenotare. Inoltre secondo il Disciplinare Tecnico presente sullo stesso sito della Regione Lombardia è previsto un tempo massimo di 20 gg. (si fa riferimento al DGR VI/47675 del 1999).
Forse la realtà è ancora peggio dell'inchiesta del Corriere.it !!

L'unica cosa da chiedere é che l'assessore Bresciani, dopo 14 anni di governo della sua parte politica (PDL + LEGA) alla Regione Lombardia, smetta " di sobbalzare sulla sedia" (da Corriere.it) e oltre a dire " che è un problema che vogliamo risolvere al più presto " lo faccia. Lui fa parte del "governo del fare".

Al lavoro in bus per stare in forma ?

Curiosa oggi la prima pagina di Metro, il giornale gratuito distribuito nelle più grandi città d'Italia (e del mondo). Un articolo infatti recita: "Al lavoro in bus per stare in forma", affermando che, "chi sceglie i mezzi pubblici, sceglie nello stesso tempo uno stile di vita più salutare , senza bisogno di ritagliarsi faticosamente spazi in palestra e ha tre volte le chanche di restare in forma rispetto agli automobilisti inveterati". Visto che questo studio è stato fatto analizzando 4156 spostamenti nell'area metropolitana di Atlanta (USA) di certo non conoscono la realtà italiana. In forma sì, ma con il fegato a pezzi.

martedì 24 marzo 2009

Pendolari contro Trenitalia: in nome della Costituzione

Una bella notizia, non c'è che dire. Da Repubblica.it di oggi apprendo che la Federconsumatori di Cremona, appoggiata dall'Associazione nazionale omologa, ha deciso di ricorrere al giudice ordinario appellandosi all'articolo 700 del Codice Penale, per un intervento urgente contro Trenitalia. In gioco ci sono due principi costituzionali fondamentali: il diritto alla salute, messa a dura prova da ritardi e disservizi vari, e il diritto al lavoro, quando il treno serve per recarsi sul luogo di lavoro stesso. L'idea è venuta al sig. Francesco Zilioli della Federconsumatori di Cremona, il quale afferma che "se il giudice accetterà la nostra linea, la causa potrebbe fare da apripista contro Trenitalia". L'iniziativa potrebbe portare nelle tasche dei pendolari del cremonese circa 1200 €, per i disservizi patiti nel solo 2008.

Finalmente, in un Paese come il nostro, dove difficilmente chi sbaglia paga, si prospetta il risarcimento dei "ripetuti" errori da parte di Trenitalia, ampiamente "foraggiata" dal contribuente italiano. Vedendo gli stipendi dei suoi dirigenti si capisce che i soldi che noi versiamo non vadano certo a finire nel materiale rotabile o nell'ammodernamento del servizio, men che meno alla costruzione di nuove linee ferroviarie. Le uniche che potrebbero portare un reale beneficio in quella che può essere definita, dati alla mano, la camera gas d'Europa: la Pianura Padana.

Per chi volesse saperne di più, segnalo l'articolo a firma di Riccardo Bocca su Espresso.it. Il link:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/laltra-velocita/2075080&ref=hpsp