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giovedì 10 settembre 2009

Tutti a scuola... del PDL a Gubbio


Oggi pomeriggio, verso le 18,30, stavo ascoltando la diretta di Radio Radicale sulla Scuola di Formazione politica del P.D.L a Gubbio. Consiglio un ascolto attento delle parole in quella sede.
Anzitutto l'intervento di un relatore (purtroppo non so chi sia, non sono riuscito ad ascoltare la parte iniziale dell'intervento, se trovo qualcosa su internet lo posto) il quale si faceva "beffe" della presenza della Lega al governo. Questa persona affermava infatti, nella foga del discorso, che la Lega urla, sbraita, ad uso esclusivo del suo elettorato, ma in realtà quando siede nel parlamento romano è tutt'uno con il P.D.L.
A riprova di ciò, citava il voto favorevole della Lega, nell'Assemblea di Montecitorio e Palazzo Madama, su Catania, Roma capitale, Reggio Calabria, Palermo (ripianamento dei debiti di queste città).
Che dire ? Fino ad ora ha avuto ragione.
Mi ha inoltre colpito l'intervento seguente, che ho seguito dall'inizio, del nostro ministro degli Esteri Franco Frattini. Il quale ha dedicato la sua apertura alla solidarietà umana e politica al premier Silvio Berlusconi. Vittima, secondo lui, di attacchi spropositati da parte dei mass media, specie stranieri. Il problema: non specifica almeno il perchè. Non cita, passa oltre.
A scuola, in un interrogazione, non avrebbe meritato la sufficienza.

p.s. piccolo inciso. Alla Radio Rai GR PARLAMENTO (trasmette notizie dal parlamento e della politica) hanno chiuso i programmi stasera alle h. 22,30, per dare spazio alla scuola di politica P.D.L. Di solito chiudono "come le galline", alle h. 21.00 al massimo.
Non sarà che Riccardo Berti, fresco direttore della radio GR PARLAMENTO, proveniendo dall'Ufficio Stampa di Forza Italia, ha voluto omaggiare l'ex-capo ?

giovedì 19 marzo 2009

Che fine hanno fatto le promesse ?

Un anno fa circa, tutti i politici (di centro destra e qualcuno anche di centro sinistra) ci avevano promesso la soluzione del problema campi nomadi: censimento, allontanamento degli irregolari, divieto di stanzialità per più di un tot. di tempo (come avviene in Svizzera) ecc. ecc.
De Corato (vicesindaco di Milano) in prima persona, insieme a Matteo Salvini (consigliere comunale a Milano della Lega) avevano sparato ad "alzo zero" contro i campi nomadi, prevedendo soluzioni celeri (come avviene in Germania e in Francia, per citare due paesi a caso, dove i campi nomadi o abusivi sono vietati).
La realtà, purtroppo, è che, se il problema è immutato, le soluzioni non sono facili come promesso: l'entrata della Romania nell'Unione Europea, più per decisione politica che per ragioni economiche reali (vista la disparita economico, sociale, politica tra Romania ed Europa) non ha certo favorito la soluzione dei problemi.
Inoltre queste persone hanno tutte le carte in regola per poter restare in Italia, in quanto sono rumene o, talvolta, anche italiane.
Spesso, poi, i campi abusivi non solo campi nomadi, ma sono posti dove i più disperati trovano rifugio (quindi non solo rumeni, ma anche africani ecc.).
"In Italia si è trasferito il 40% dei criminali rumeni sui quali pende un mandato di arresto internazionale". Non è una dichiarazione del ministro degli Interni Maroni o di qualche leghista, ma quella del ministro della Giustizia romeno, Catalin Predoiu. Parole dette nel corso di una conferenza stampa a Bucarest, riprese dai media locali e prontamente arrivate a casa nostra.“In Italia si trovano attualmente circa 2.700 cittadini romeni che sono in carcere in attesa di giudizio o condannati in via definitiva e sul territorio italiano si trova anche il 40% dei romeni ricercati con mandato internazionale”, ha detto il ministro di Bucarest che si è prodigato nel fornire altri dati: alla data del 19 febbraio nei penitenziari italiani erano ospitati 1.773 cittadini romeni, su cui non sono state emesse condanne definitive, precisando che 1.626 sono uomini e 147 donne. Per quanto riguarda i cittadini romeni che stanno scontando una pena nelle carceri italiane, 902 sono uomini e 51 donne.
Insomma, la frittata è fatta. Con la benedizione dell'allora presidente della Commissione Europea Romano Prodi (1999 - 2004) e dell'allora vicepresidente della Commissione Europea e Commissario europeo alla Giustizia, Libertà, e Sicurezza Franco Frattini (PDL) (novembre 2004 -maggio 2008). Forse hanno fatto il passo più lungo della gamba. Ma il problema rimane. E la soluzione non penso stia né nella demagogia di chi propone soluzioni subito, né in quelli che fanno finta che i problemi non esistano.