domenica 8 agosto 2010
La politica italiana: nuove prospettive o solita confusione ?
Ora, Berlusconi ha ripreso in mano l’iniziativa, sottoponendo al gruppo di Fini le priorità del governo a partire da settembre. Quattro punti: giustizia, fisco, federalismo, sud. E’ chiaro che, mentre sul sud (si parla di 80 miliardi di euro) e fisco i finiani ci starebbero, sulla giustizia e sul federalismo le posizioni sono diverse. Fini ha già fatto sapere che vuol vedere i numeri del federalismo, quanto costa, a chi costa e non vuole penalizzare il sud, suo probabile, se si va a votare, bacino di voti. Sulla giustizia Berlusconi ha pronte le leggi sul legittimo impedimento, sulle intercettazioni, sul processo “breve”, sui quali gli uomini di Fini nicchiano. E’ chiaro quanto conti per Berlusconi la sua riforma della giustizia: lo metterebbe al riparo da future inchieste grazie allo scudo per le alte cariche dello stato.
La giustizia, sotto i governi Berlusconi, non ha dato segni di miglioramento. I processi sono sempre lenti, siamo sotto sorveglianza dell’Unione Europea per questo. I comuni cittadini sanno benissimo i costi che devono affrontare, i tempi, per una qualsiasi causa civile.
Il quadro, comunque, appare bloccato (finiani a parte). Il centro destra è compatto con Berlusconi, la Lega ne asseconda qualsiasi progetto pur di portare a casa il federalismo, sua ragione storica di esistenza. Manda giù diversi rospi, tra i quali i possibili soldi a pioggia per il sud.
Dall’altra parte, l’U.D.C. e l’A.P.I. di Rutelli sembra vogliano avere delle “convergenze” molto più strette con i finiani.
Ma il P.D., manco a dirlo, è diviso. Da una parte i centristi (Fioroni ed altri) che vorrebbero confluire in questo cosiddetto terzo polo, i veltroniani che invece, fedeli al bipolarismo, non si straccerebbero le vesti se si andasse ad elezioni, gli uomini di D’Alema e Letta che stringono per un’alleanza al centro, ed infine la sinistra tentata da Nichi Vendola.
Cosa succederà è difficile dirlo. Le ultime novità sembrano indicare uno “sfaldamento” dei finiani tra i duri e quelli che cercano di mediare. Grazie a questi ultimi Berlusconi potrebbe avere ancora i numeri per governare. Potrebbe. Bossi è convinto che a novembre si andrà ad elezioni. Buon per lui. Passerebbe all’incasso, ma il paese (e la governabilità) ne gioverebbe ?
giovedì 1 gennaio 2009
Il 2009, un anno diverso ?
- Che nel PD si smetta di guardare al proprio OMBELICO (battuta presa in prestito da il consigliere PD Pippo Civati) divendendosi in dalemiani, weltroniani, rutelliani, margheritini, diessini, bettiniani, franceschiniani, lettiani, bindiani e chi più ne ha più ne metta.
- Che si inizi a parlare di temi concreti quali:
- SICUREZZA
- TASSE
- IMMIGRAZIONE
- ITALIA E RELAZIONI INTERNAZIONALI
- SCUOLA PUBBLICA E SCUOLA PRIVATA
- FEDERALISMO (in primis FISCALE)
- PROVINCIA DI MONZA e BRIANZA
- APPARATO STATALE e PRODUTTIVITA'
- EVASIONE FISCALE
- LAVORO NERO
- INFRASTRUTTURE (in primis su FERRO)
- POLITICHE GIOVANILI e PREVENZIONE
- ABUSO DI ALCOOL E DROGHE
- INIZIATIVE CULTURALI
- NUOVI SPAZI DI VERDE PUBBLICO
- POLITICHE PER LA FAMIGLIA
Non sono in ordine di importanza, essendo tutti temi importanti, secondo me. E poi non ci dimentichiamo che il 2009 è l'anno per le elezioni per la PROVINCIA DI MONZA e BRIANZA. Anche se l'ultima indagine della camera di commercio di Monza e Brianza mostrava un sostanziale disinteresse per questo tema da parte degli aderenti, penso sia importante invece investire su questa istituzione, superando i settarismi e le chiusure dei vari comuni per avere una visione più "globale". Un esempio a caso: se un parco è su territori di più comuni è bene che sia un'istituzione che metta li metta tutti insieme nell'interesse di questo parco...e potrei citare altri esempi dove l'unione di comuni può fare la differenza...Certo la provincia deve essere un ente "SNELLO", con compiti precisi e ben circoscritti e senza sperpero del denaro dei contribuenti....abbiamo già troppi esempi negativi a riguardo.
E poi come non pensare alle elezioni comunali a SEREGNO del 2010 ? Ma questa è (quasi) un altra storia....
Ancora auguri a tutti i lettori e alle vostre famiglie per un SERENO e PRODUTTIVO 2009 !!
mercoledì 24 dicembre 2008
Perchè ho aperto un blog
questo blog vuole semplicemente essere un LUOGO di confronto, di riflessione, su molti aspetti della nostra vita quotidiana....sono molto appassionato di politica, e gradisco molto contributi (rispettosi anche se non benevoli) su questo tema...
Comunque è uno SPAZIO IN DIVENIRE, aperto...
Debbo anche confessarti (ebbene, inizio con una confessione..) che sono un simpatizzante del Partito Democratico (anche se MOLTO critico, ma potrebbe essere diversamente ?)..
Voglio iniziare con un documento scritto a caldo, subito dopo le ELEZIONI POLITICHE 2008..Ero molto più ottimista...
"18 aprile 2008
OGGETTO: IL PARTITO DEMOCRATICO C’E’ E REAGISCE.
Gentili amici,
a qualche giorno dai risultati elettorali, si impone una riflessione per il nostro partito. Tra noi c’è stato chi era ottimista, chi era deluso, chi rassegnato.
Certo, il voto preoccupa. Non tanto per il risultato elettorale sostanzialmente stabile per il PARTITO DEMOCRATICO, quanto per l’avanzata del centro-destra di Silvio Berlusconi.
Anzitutto bisogna partire dalle buone notizie:
Il P.D. ha tenuto, nonostante fosse un partito nuovo, con qualche mese di vita, partito che ha dovuto subito affrontare una dura campagna elettorale.
Il P.D. ha semplificato il quadro elettorale, in favore di un netto bipolarismo, nel quale è più semplice governare.
Il P.D. ha affrontato argomenti nuovi per il centro sinistra in Italia, quali le tasse, la sicurezza, ecc. dando prova di aver almeno “centrato” gli argomenti che stavano a cuore agli italiani.
Il P.D. ha un leader forte, in grado di parlare alla gente e di farsi capire. Inoltre ha creato un partito con una grande struttura territoriale in tutta Italia.
Le cattive notizie:
Il P.D. non ha “sfondato”, come ci si aspettava prima delle elezioni, e come davano quasi tutti i sondaggi pre-elettorali. Non ha sfondato al centro (come indicano bene i flussi di voto del prof. Mannheimer sul Corriere della Sera del 16 aprile), anzi ha ceduto al centro il 12 % del totale dei voti dell’ U.D.C. attuali, mentre il P.D. ha preso il suo attuale 13 % dei voti dalla SINISTRA ARCOBALENO. Quindi, l’obiettivo di tutta la campagna elettorale di attirare a se gli elettori moderati è fallito, soppiantato dalla capacità di attrarre voti da parte di Veltroni alla sua sinistra. In questi flussi ha pesato, io penso, l’idea di molti elettori dell’S.A. di dare un voto “utile”, sapendo che l’S.A. sarebbe comunque stata condannata all’opposizione per (almeno) cinque anni.
L’affermazione dirompente della LEGA NORD, secondo successo elettorale, a distanza di 14 anni dal precedente, che ha fatto una campagna elettorale “territoriale”, puntando su tre temi semplici e chiari: la sicurezza, l’immigrazione e il federalismo fiscale. Questo successo ha dato la spinta decisiva alla vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, al quale non ha particolarmente “giovato” dell’unione con A.N. nel P.D.L. (al nord ha anche perso parecchi voti). Si potrebbe dire che i molti che ancora in questo paese non si fidano di Berlusconi (e sono ancora il 60 % dell’elettorato) non sono certo venuti nel P.D., ma hanno trovato una sponda più consona nella Lega, più rispondente alle loro richieste e vissuto come partito abbastanza autonomo
L’ottima performance elettorale dell’I.D.V., che ha raddoppiato i suoi consensi rispetto alle politiche precedenti, con una forte caratterizzazione sui temi “etici” quali la legalità, la sicurezza, con tutte le implicazioni concrete conseguenti (conflitto di interessi, giustizia ecc.). Sarebbe una buona notizia, ma l’I.D.V., al contrario di quanto annunciato in campagna elettorale da Veltroni, non si scioglierà nel P.D. ma manterrà un proprio gruppo autonomo in parlamento.
La scomparsa della SINISTRA ARCOBALENO, la quale aveva fatto una campagna elettorale all’insegna dei temi della precarietà e del lavoro, ma i due anni passati al governo vista come “sommessa” o “litigiosa” a seconda di chi la guardava, gli è costata una grossa crisi di identità e la conseguente perdita di 2/3 dei voti precedenti. Inoltre, opinione personale, un linguaggio “arcaico” rivolto a categorie sociali ormai minoritarie nel paese, e molto ideologico, scarsamente pragmatico, è stato pagato duramente.
Bene, dopo questa breve analisi del voto, si pongono degli interrogativi. Il P.D. deve caratterizzarsi in qualche modo, oppure deve diventare un partito capace di rappresentare tutti ?
In queste elezioni, secondo me, siamo stati un partito che si è caratterizzato parlando quasi esclusivamente alle classi sociali “solite”: architetti, intellettuali, professionisti, grandi banchieri, grande industria, pubblico impiego. E si badi che non sono io a dirlo, ma sono le statistiche. Le quali ci dicono che tra il pubblico impiego la percentuale di voto è di 20 punti percentuali del centro sinistra sul centro destra, mentre tra i lavoratori autonomi è 67 a 32 a favore del centro destra (p. 18, Marco Alfieri, “Nord, terra ostile. Perché la sinistra non vince”, Marsilio ed. 2008). E’ necessario quindi ampliare il più possibile il bacino dei nostri potenziali elettori, proprio come fanno sia il P.D.L. e la LEGA, che ricevono voti da quasi tutte le classi sociali. Non sono sufficienti i nomi, che possono rappresentare anche quelle classi, ma occorrono anche idee, confronto, la risposta ai problemi che queste classi pongono. Infatti, nei confronti dei nostri avversari politici, i quali propongono ricette spesso demagogiche o non le propongono affatto, abbiamo la serietà e la competenza per affrontare i problemi nella loro complessità, senza però sfuggirli..."
Ottimista, vero ?