La notizia è di quelle che merita un bel titolone di prima pagina: "Fine del silenzio bancario in Svizzera". In realtà la Svizzera, insieme ad altri paradisi fiscali come Liechtenstein, Andorra, Lussemburgo (solo per rimanere in Europa) ha deciso di aprirsi alle norme Ocse in materia di trasparenza degli istituti di credito. Le misure si traduranno in maggiori controlli sui conti correnti, più vigilanza nelle transazioni internazionali e più poteri in mano alle autorità di sorveglianza, di comune accordo coi governi nazionali. Non che gli svizzeri si siano svegliati una mattina e abbiano deciso di essere più virtuosi, più trasparenti nei loro rapporti bancari: sono stati "convinti" dal fatto che l'Ubs, il maggior gruppo bancario elevetico, dovrà pagare alle autorità di vigilanza statunistensi 780 milioni di dollari. La sanzione deriva dalle rivelazioni dell'ex amministratore patrimoniale di Ubs, Bradley Birkenfeld; nel luglio scorso, Birkenfeld rivelò di aver aiutato molti clienti USA ad evadere le imposte. Nonostante la norma non si applichi ai cittadini svizzeri, la cosa non è stata bene accolta dall'Associazione Svizzera dei Banchieri, che in una nota ha espresso tutto il suo disappunto per una misura che "rappresenta una rovina per il settore bancario svizzero". Effettivamente il rischio c'è: secondo gli analisti di Bloomberg, degli oltre 2000 miliardi di dollari (!!!) che rappresentano i depositi esteri, oltre il 20 % rischia di andare via dalla Svizzera.
Strano, mi vien da dire, chi è a posto con la coscienza (e con i soldi) non avrebbe nulla da temere. O sbaglio ?
lunedì 16 marzo 2009
martedì 10 marzo 2009
Eliminata la disoccupazione...in politica.
E per proseguire il post precedente, ecco come si elimina la disoccupazione in politica. Forza italia è solo un esempio, ce ne potrebbero essere tranquillamente altri...ma quand'è che si aboliranno i doppi, tripli, quadrupli incarichi a spese dei contribuenti ? Quando finirà la moda di candidarsi dappertutto (in più regioni, per provincia, comune contemporaneamente ecc. ecc.) come fece Berlusconi al Consiglio Comunale di Milano (dove non si fece mai vedere, alla faccia della serietà e del rispetto preso con i cittadini che l'hanno votato...) ?
Ecco l'articolo di Repubblica.it dell' 8 marzo a firma di Giuseppina Piano:
Comune, tutte le poltrone di Forza Italia
Repubblica — 09 marzo 2009 pagina 7 sezione: MILANO
DOPPIA (o tripla) poltrona, doppio stipendio. I consiglieri comunali di Forza Italia sono dei veri stakanovisti: su 22, in 16 hanno ottenuto dalla politica il secondo lavoro. Non strapuntini a buon mercato ma posti di consiglieri d' amministrazione o presidenti in società, enti e paraenti, consorzi e fondazioni, consulenze in un ministero. Con compensi di qualche decina di migliaia di euro l' anno, e benefit assicurati, dai rimborsi spese all' ufficio. Il carrozzone delle nomine negli enti pubblici è un monumento all' occupazione politica, si sa. E allo spreco. Il Comune «partecipa» a qualcosa come 84 enti. Le ex municipalizzate, come Atm o Sea, hanno dovuto ridurre per legge i propri Cda a cinque membri. Nel frattempo un mare di fondazioni viaggia ancora tranquillamente oltre le dieci persone. È in questo quadro che si colloca la scalata ostinata alle poltrone degli azzurri. Contrattando la disciplina nel voto in Consiglio con collocazioni altrove. Quando non l' hanno ottenute dal sindaco Moratti l' hanno avute per decisione del partito da altre amministrazioni, aggirando l' incompatibilità comunale e l' ovvio overbooking interno. «Nessuno scandalo, funziona così in tutti i partiti. Io ho sempre operato nell' interesse dei cittadini e in modo onesto», replica per tutti il consigliere comunale azzurro Francesco Triscari. Medico, è stato nominato dalla Sea nel cda della Sacbo, la spa che gestisce l' aeroporto di Orio al Serio,e dopo dal Comune nel cda dell' Aler. Tripla poltrona, con quella a Palazzo Marino. «Dalla Sacbo mi dimetto», assicura. Nel frattempo, nella spa di Orio al Serio, resta il collega di partito Aldo Brandirali e l' ex city manager del Comune Giampiero Borghini. Le poltrone degli azzurri arrivate dalla politica vanno dalla presidenza di Metroweb per Guido Manca ai posti in consorzi, fondazioni, enti gestori dei parchi arrivati negli ultimi anni: Paolo Massari lascerà il Cimep (Consorzio per l' edilizia popolare) per traslocare alla Fiera, sempre al Cimep ha avuto un posto Gianfranco Baldassarre, al Parco Nord Carmelo Gambitta, al Parco Sud Giacomo Beretta, al centro studi Pim Alberto Garocchio che è anche nel più nobile cda del Besta, alle Stelline Milko Pennisi, alla Fondazione Pini Armando Vagliati. E ancora, ci sono le poltrone figlie di controllate da altre spa pubbliche con il meccanismo della moltiplicazione di posti: in società della Fiera ecco Giulio Gallerae Alan Rizzi, in società di Mm appena costituite Enzo Giudice, Fabio Altinonante e Carola Colombo.
PER SAPERNE DI PIÙ www.comune.milano.it www.milanoexpo-2015.com -
GIUSEPPINA PIANO
Ecco l'articolo di Repubblica.it dell' 8 marzo a firma di Giuseppina Piano:
Comune, tutte le poltrone di Forza Italia
Repubblica — 09 marzo 2009 pagina 7 sezione: MILANO
DOPPIA (o tripla) poltrona, doppio stipendio. I consiglieri comunali di Forza Italia sono dei veri stakanovisti: su 22, in 16 hanno ottenuto dalla politica il secondo lavoro. Non strapuntini a buon mercato ma posti di consiglieri d' amministrazione o presidenti in società, enti e paraenti, consorzi e fondazioni, consulenze in un ministero. Con compensi di qualche decina di migliaia di euro l' anno, e benefit assicurati, dai rimborsi spese all' ufficio. Il carrozzone delle nomine negli enti pubblici è un monumento all' occupazione politica, si sa. E allo spreco. Il Comune «partecipa» a qualcosa come 84 enti. Le ex municipalizzate, come Atm o Sea, hanno dovuto ridurre per legge i propri Cda a cinque membri. Nel frattempo un mare di fondazioni viaggia ancora tranquillamente oltre le dieci persone. È in questo quadro che si colloca la scalata ostinata alle poltrone degli azzurri. Contrattando la disciplina nel voto in Consiglio con collocazioni altrove. Quando non l' hanno ottenute dal sindaco Moratti l' hanno avute per decisione del partito da altre amministrazioni, aggirando l' incompatibilità comunale e l' ovvio overbooking interno. «Nessuno scandalo, funziona così in tutti i partiti. Io ho sempre operato nell' interesse dei cittadini e in modo onesto», replica per tutti il consigliere comunale azzurro Francesco Triscari. Medico, è stato nominato dalla Sea nel cda della Sacbo, la spa che gestisce l' aeroporto di Orio al Serio,e dopo dal Comune nel cda dell' Aler. Tripla poltrona, con quella a Palazzo Marino. «Dalla Sacbo mi dimetto», assicura. Nel frattempo, nella spa di Orio al Serio, resta il collega di partito Aldo Brandirali e l' ex city manager del Comune Giampiero Borghini. Le poltrone degli azzurri arrivate dalla politica vanno dalla presidenza di Metroweb per Guido Manca ai posti in consorzi, fondazioni, enti gestori dei parchi arrivati negli ultimi anni: Paolo Massari lascerà il Cimep (Consorzio per l' edilizia popolare) per traslocare alla Fiera, sempre al Cimep ha avuto un posto Gianfranco Baldassarre, al Parco Nord Carmelo Gambitta, al Parco Sud Giacomo Beretta, al centro studi Pim Alberto Garocchio che è anche nel più nobile cda del Besta, alle Stelline Milko Pennisi, alla Fondazione Pini Armando Vagliati. E ancora, ci sono le poltrone figlie di controllate da altre spa pubbliche con il meccanismo della moltiplicazione di posti: in società della Fiera ecco Giulio Gallerae Alan Rizzi, in società di Mm appena costituite Enzo Giudice, Fabio Altinonante e Carola Colombo.
PER SAPERNE DI PIÙ www.comune.milano.it www.milanoexpo-2015.com -
GIUSEPPINA PIANO
Non solo per un piatto di lenticchie...
C'era da aspettarselo. Alle elezioni provinciali di Milano, a sfidare il presidente Filippo Penati (che si candida con una coalizione di partiti di centro sinistra, rifondazione esclusa), sarà niente di meno che l'onorevole europeo di Forza Italia Guido Podestà (bè, il cognome non è dei migliori auspici..). E fin qui, niente di strano. Di Guido Podestà ben poco si sa (bella la rima, vero ?) se non che ha un sito (a tutt'oggi in costruzione) nel quale, in poche righe, si afferma che l'onorevole è in prima fila per il lavoro dei giovani, per gli anziani ("perchè possano esprimere tutta la loro vitalità"), per tutti (formazione professionale continua, integrazione tra università, scuola, mondo del lavoro). La cosa interessante è che la candidatura di Podestà rientra nel più ampio "walzer" di poltrone che riguarda tutta la Lombardia (e oltre). A farla breve: la Lega dà l'ok al primo turno a Guido Podestà in cambio di nomine dei suoi uomini a capo di A2A, Fiera, Expo. Uguale: dei cittadini non ce ne può fregare di meno, le candidature non sono espressione del "popolo" (come diceva una volta qualche partito NON romanocentrico) ma decise per i "propri" interessi. Come sono lontani i tempi di "Roma ladrona", "Giù le mani dal Nord" ecc. ecc. Fino a quando si andrà avanti così ?
Per chi se lo vuole leggere, ecco l'articolo dal sito Corriere.it a firma di Elisabetta Soglio:
http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/09_marzo_10/lega_prenota_un_posto_in_fiera-1501073776345.shtml
Per chi se lo vuole leggere, ecco l'articolo dal sito Corriere.it a firma di Elisabetta Soglio:
http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/09_marzo_10/lega_prenota_un_posto_in_fiera-1501073776345.shtml
lunedì 9 marzo 2009
Immigrazione clandestina. Ecco perchè non si vuole affrontare seriamente il problema.
Sul giornale E-POLIS edizione MILANO di oggi c'è uno speciale di due pagine (18 e 19) sul lavoro irregolare nei cantieri. E' una realtà che sta sotto gli occhi di (quasi) tutti, basta volerla vedere. Secondo Ferdinando Lioi (Federazione italiana edili e affini della Uil) le imprese, quasi tutte italiane, usano clonare il lavoratore straniero irregolare. Questo cade dal ponteggio e muore ? Non c'è problema, i suoi documenti servono ad altri, basta applicarci sopra la foto. Il caso più eclatante è quello di un operaio che aveva aperti ben 63 rapporti di lavoro contemporaneamente, ma ce ne sono altri con 29, come il sig. Hamdi Basel e il sig. Moahamed Hamdi con 19. Con questo sistema le ditte scalano dalla paga dei clandestini i contributi obbligatori grazie ai crediti IVA derivanti da false fatturazioni e a commercialisti compiacenti. Il buco nel bilancio del Tesoro (cioè noi) è incalcolabile. I clandestini, clonati con documenti falsi, prendono 5 € /ora se va bene (la fame praticamente) mentre un regolare prende, tutto compreso, 18 € / ora.
I numeri sono spaventosi: gli edili sono 130.000 in Milano ed hinterland, oltre la metà sono in nero (dati sindacali). Quindi le ditte (o associazioni a delinquere ?) oltre a risparmiare su paga, contributi, non hanno problemi di controlli: gli ispettori del lavoro sono pochissimi, e il reclutamento degli operai avviene tranquillamente alla luce del sole. Avviene così: ci si trova alle 6.00 del mattino nei soliti posti (piazzale Lotto, Maciachini, Via Padova, metro di Bisceglie, Sesto S. Giovanni, Brianza ecc.) si aspetta la chiamata, si accetta il prezzo (tanto se non accetti c'è un altro al tuo posto) e si va a lavorare. Senza tenere conto dei lauti guadagni che il caporale guadagna con attività "secondarie": affitto di una stanza a 7 lavoratori, cresta sulla paga oraria per poter lavorare. I caporali spesso sono italiani, ma ci sono anche stranieri. Devono essere fidati della ditta appaltatrice.
Queste cose non sono eccezioni, sono la regola. Leggasi in proposito il bel libro di Mauro Berizzi "Morte a 3 euro", sulla (non) vita nei cantieri.
Chiaramente queste persone vengono in Italia sicure di poter lavorare, anche in condizioni da fame. Meglio essere sicuri di mangiare, dormire, avere un'assistenza sanitaria minima qui che morire di fame al proprio paese, senza nessuna prospettiva e senza poter aiutare la propria famiglia (5 euro in Italia sono diverse da 5 euro in Nigeria, Costa d'Avorio, ecc.). Sintetizzo e semplifico: possiamo far tutte le leggi che vogliamo, restrittive, come si vuole, ma se non si interviene sulla piaga (che più che piaga è una ferita, grande e aperta) del lavoro nero nei cantieri, andando a colpire chi su questo ci specula, ci guadagna, ci vive (bene, anzi benissimo) NON risolveremo MAI nulla. Sembra una cosa semplice, ma avete mai sentito una CAMPAGNA DI STAMPA o POLITICA contro queste cose ? Da chi dice che siamo già pieni di immigrati nel nostro paese ? Da chi dice che sono razzisti quelli che vogliono leggi per governare l'immigrazione in Italia ? Come si dice in questi casi, il silenzio è assordante.
Tanto poi i "costi sociali" di tale situazione sono ad appannaggio dei "soliti noti"...
I numeri sono spaventosi: gli edili sono 130.000 in Milano ed hinterland, oltre la metà sono in nero (dati sindacali). Quindi le ditte (o associazioni a delinquere ?) oltre a risparmiare su paga, contributi, non hanno problemi di controlli: gli ispettori del lavoro sono pochissimi, e il reclutamento degli operai avviene tranquillamente alla luce del sole. Avviene così: ci si trova alle 6.00 del mattino nei soliti posti (piazzale Lotto, Maciachini, Via Padova, metro di Bisceglie, Sesto S. Giovanni, Brianza ecc.) si aspetta la chiamata, si accetta il prezzo (tanto se non accetti c'è un altro al tuo posto) e si va a lavorare. Senza tenere conto dei lauti guadagni che il caporale guadagna con attività "secondarie": affitto di una stanza a 7 lavoratori, cresta sulla paga oraria per poter lavorare. I caporali spesso sono italiani, ma ci sono anche stranieri. Devono essere fidati della ditta appaltatrice.
Queste cose non sono eccezioni, sono la regola. Leggasi in proposito il bel libro di Mauro Berizzi "Morte a 3 euro", sulla (non) vita nei cantieri.
Chiaramente queste persone vengono in Italia sicure di poter lavorare, anche in condizioni da fame. Meglio essere sicuri di mangiare, dormire, avere un'assistenza sanitaria minima qui che morire di fame al proprio paese, senza nessuna prospettiva e senza poter aiutare la propria famiglia (5 euro in Italia sono diverse da 5 euro in Nigeria, Costa d'Avorio, ecc.). Sintetizzo e semplifico: possiamo far tutte le leggi che vogliamo, restrittive, come si vuole, ma se non si interviene sulla piaga (che più che piaga è una ferita, grande e aperta) del lavoro nero nei cantieri, andando a colpire chi su questo ci specula, ci guadagna, ci vive (bene, anzi benissimo) NON risolveremo MAI nulla. Sembra una cosa semplice, ma avete mai sentito una CAMPAGNA DI STAMPA o POLITICA contro queste cose ? Da chi dice che siamo già pieni di immigrati nel nostro paese ? Da chi dice che sono razzisti quelli che vogliono leggi per governare l'immigrazione in Italia ? Come si dice in questi casi, il silenzio è assordante.
Tanto poi i "costi sociali" di tale situazione sono ad appannaggio dei "soliti noti"...
sabato 7 marzo 2009
Anno zero del 5 marzo. Stato zero ?
Giovedì scorso sono riuscito a vedere la puntata del programma di Michele Santoro "Anno zero". Devo dire che il conduttore non attira le mie simpatie, non tanto quelle umane quanto quelle professionali. Lo trovo di parte, a volte fazioso. Ma un programma del genere è assolutamente necessario nella televisione italiana di oggi. E soprattutto, a parte il pubblico saggiamente "pilotato" e "selezionato" per una certa tesi politica (del conduttore) devo anche dire che è uno dei pochi programmi che fa ancora (un poco) di giornalismo di inchiesta. Bello e a suo modo "forte" il reportage di Sandro Ruotolo sulla periferia di Roma per il tema della puntata "Arrivano i mostri" : sicurezza, violenza, ronde ecc.
Mi ha particolarmente colpito, nel servizio di Ruotolo andato in onda, l'intervista prima ad una signora, che nell'androne di una casa popolare pieno di rifiuti, inveiva contro Berlusconi e lo Stato, chiedendosi se, in una simile condizione, lo Stato esistesse davvero. A suo modo simile l'intervista ad un giovane che, parlando degli episodi di violenza compiuti da rumeni diceva chiaramente che "ci vuole la pena di morte", tanto la giustizia bisogna farsela da soli, visto che "in Italia non esiste".
Se provassimo a fare un sondaggio su questi due temi penso che la maggioranza degli italiani la pensi esattamente come i due personaggi citati, lamentando la TOTALE ASSENZA dello Stato e di una delle sue articolazioni più importanti: la Giustizia. A parte il doveroso commento sulla pena di morte (per me inammissibile) mi sono chiesto il perchè, e se questa cosa ha degli aspetti di realtà o meno. Non voglio fare discorsi sui massimi sistemi, ma sicuramente la percezione delle persone è quella di uno stato quantomeno "estraneo" o "nemico"; stato è quello che ti tassa, quello delle code allo sportello, quello che quando chiami non risponde, quello che ti parla ma non si capisce ecc. ecc. Penso che la fortuna elettorale di Berlusconi sia anche questo: aver capito, ormai quindici anni fa, che si vinceva se si puntava ad essere l'Anti-Stato. Un po' come la Lega, ma con una connotazione nazionale.
La giustizia: sappiamo tutti quanto durano i processi, quanto costano (al cittadino coinvolto e non), quali inefficienze, quante carenze (di organico, di mezzi ecc. ecc.) e come questa sia bloccata da burocrazia e leggi che rendono il quadro, per il cittadino, quantomeno "insicuro". Di qui le scarcerazioni facili, gli indulti. Di qui la sfiducia del cittadino nei confronti della Legge, della Giustizia, vista come realtà "estranea", "nemica" (come lo Stato). Di qui le fortune di Berlusconi, che ha puntato sì sui problemi reali della giustizia, ma invece di investire risorse per risolverli NON ha fatto nulla, mandandola a "ramengo".
Come si vede, da due denunce (lo Stato non esiste, la Giustizia non esiste) analisi dei problemi e possibili soluzioni degli stessi.
E l'opposizione cosa dice ?
Mi ha particolarmente colpito, nel servizio di Ruotolo andato in onda, l'intervista prima ad una signora, che nell'androne di una casa popolare pieno di rifiuti, inveiva contro Berlusconi e lo Stato, chiedendosi se, in una simile condizione, lo Stato esistesse davvero. A suo modo simile l'intervista ad un giovane che, parlando degli episodi di violenza compiuti da rumeni diceva chiaramente che "ci vuole la pena di morte", tanto la giustizia bisogna farsela da soli, visto che "in Italia non esiste".
Se provassimo a fare un sondaggio su questi due temi penso che la maggioranza degli italiani la pensi esattamente come i due personaggi citati, lamentando la TOTALE ASSENZA dello Stato e di una delle sue articolazioni più importanti: la Giustizia. A parte il doveroso commento sulla pena di morte (per me inammissibile) mi sono chiesto il perchè, e se questa cosa ha degli aspetti di realtà o meno. Non voglio fare discorsi sui massimi sistemi, ma sicuramente la percezione delle persone è quella di uno stato quantomeno "estraneo" o "nemico"; stato è quello che ti tassa, quello delle code allo sportello, quello che quando chiami non risponde, quello che ti parla ma non si capisce ecc. ecc. Penso che la fortuna elettorale di Berlusconi sia anche questo: aver capito, ormai quindici anni fa, che si vinceva se si puntava ad essere l'Anti-Stato. Un po' come la Lega, ma con una connotazione nazionale.
La giustizia: sappiamo tutti quanto durano i processi, quanto costano (al cittadino coinvolto e non), quali inefficienze, quante carenze (di organico, di mezzi ecc. ecc.) e come questa sia bloccata da burocrazia e leggi che rendono il quadro, per il cittadino, quantomeno "insicuro". Di qui le scarcerazioni facili, gli indulti. Di qui la sfiducia del cittadino nei confronti della Legge, della Giustizia, vista come realtà "estranea", "nemica" (come lo Stato). Di qui le fortune di Berlusconi, che ha puntato sì sui problemi reali della giustizia, ma invece di investire risorse per risolverli NON ha fatto nulla, mandandola a "ramengo".
Come si vede, da due denunce (lo Stato non esiste, la Giustizia non esiste) analisi dei problemi e possibili soluzioni degli stessi.
E l'opposizione cosa dice ?
Nord e centrosinistra...perchè non capirsi?
Come si vede dalla bibliografia qui a fianco è un tema che mi appassiona molto. D'altronde, i risultati elettorali parlano da soli. Qui non si vince da almeno vent'anni.. Mi sono chiesto più volte perchè, perchè l'elettore medio del nord non voti il centrosinistra. Anzitutto penso che per rispondere a questa domanda bisogna procedere in questo modo:
- Dove e perchè il centro sinistra sbaglia
- Chi è l'elettore/i del nord, quali i suoi interessi, quali i suoi problemi, quali le sue possibili soluzioni
- il centro sinistra cosa può offrire a queste persone (la maggioranza)
In questo blog mi piacerebbe, anche con l'aiuto di qualche lettore di buona volontà, rispondere e/o affrontare questi tre punti. Sono convinto di una cosa: il nord ha bisogno eccome di una forza autonomista, riformista, coraggiosa, pragmatica, che sappia "mettere a nudo":
- il governo di Silvio Berlusconi, che fa i SUOI interessi e NON quelli del nord;
- il doppiogiochismo della Lega, che sul territorio parla in difesa del nord ma quando è a Roma se ne dimentica (servono esempi ?) ed è fondamentale "stampella" del governo Berlusconi.
Un buon contributo, come sempre, lo fornisce il blog di Gabrio Casati, con qualche interessante provocazione. Per chi è interessato ecco il link:
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